Il Plasmatore – Capitolo 4, L’Escluso.

«Entra pure.» Disse un signore anziano dietro un cancelletto di ferro. «Lei è?» chiese infine all’uomo che aveva varcato l’ingresso.

«Albert.» Rispose il giovane mago. «Sono Albert, l’arcimago mi attende.» Aggiunse piano.

«Oh Albert!» Esclamò l’anziano come se lo conoscesse da tempo. «Sbaglio o siete di largo anticipo?» Chiese scrutando il giovane con fare allegro.

Albert non rispose ma riuscì solo a sollevare le spalle stringendo le tasche dei pantaloni con le mani. Il vecchio sorrise più volte, rise un poco e poi tornò subito serio.

«Aspettate pure nella sala del prisma, vi verranno a chiamare.» Concluse in maniera diretta.

Albert arrivò, all’accademia dei maghi, due ore in anticipo rispetto l’orario indicato nella lettera dopo una notte trascorsa quasi in bianco con il povero Fill a fargli compagnia. Quella mattina aveva gli occhi rossi e gonfi, neanche l’acqua fredda buttata in viso era stata d’aiuto; Dopo aver fatto una ricca colazione a base di cereali e frutta uscì tra le strade di Cydia che già ospitavano i primi mercanti chiassosi.

La sala del prisma era una stanza che conteneva i libri più antichi dell’intero continente; vantava di collezioni rare e uniche. Alcune di esse erano andate quasi perdute come: “La fuga di Alor” il racconto che narrava la storia di Alor, ultimo principe elfico, durante la cruenta lotta avvenuta nel 745C che lo costrinse a fuggire verso nord portando la sua razza alla completa sparizione. Tra quelle librerie così alte e robuste vi era anche: “Il magico Pellun” uno dei primi ad ottenere e scoprire il dono di Ellea della magia, colui che prima di morire costituì le accademie dei maghi. Questi libri erano presenti nell’Orion in esigue copie ed erano conservati gelosamente dai maghi dell’accademia, addirittura di rado erano concessi anche solo in lettura ai giovani discepoli. Albert sprofondò su una piccola poltroncina ai piedi di un’enorme libreria, alzò il capo per tracciarne la fine e arrivato al soffitto, vide cataste di tomi occuparne gli ultimi scaffali, coperti da almeno tre dita di polvere.

Nessuno legge quei libri da almeno un centinaio di anni.” Pensò il giovane mago socchiudendo gli occhi e poggiando il capo sullo schienale della poltrona…

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